Gravina di Laterza
Oasi LIPU
Via Selva S. Vito
www.lipu.it/oasi-gravina-di-laterza-taranto
Condizioni di visita: ingresso a pagamento
Un solco profondo e tortuoso lungo 12 km, alto fino a 200 m, largo in media 400: è la Gravina di Laterza, la più grandiosa del territorio, che vista dall’alto evoca una profonda ferita della superficie terrestre, una fenditura incisa dalle acque nel corso dei millenni (tuttora un torrentello serpeggia sul fondo). Il tutto invaso da una vegetazione mediterranea selvaggia e lussureggiante che sfida la roccia calcarea e le pendenze, le ombre perenni di alcuni anfratti e il sole cocente dei rilievi più esposti. Caverne naturali o scavate dall’uomo danno la misura della sua importanza come antico luogo di popolamento. La ricchezza dell’avifauna è tutelata dall’Oasi Gravina di Laterza della LIPU. Dal Centro Visite in contrada Selva San Vito, accompagnati dalle guide, si percorre verso sud il ciglio della gravina lungo un sentiero che ne lambisce il fianco orientale. Visti dal basso, gli strapiombi di pietra calcarea striata di rosso incutono riverenza. L’immersione nella natura è subito totale: a seconda della stagione, le fioriture compongono splendide tavolozze in mezzo ai cespugli e agli alberi. Nei periodi opportuni, l’aria si riempie dei richiami delle numerose specie di uccelli che volteggiano nel cielo o spiccano il volo dai rifugi tra le alte rocce: dai rari falchi pellegrini e lanari, corvi imperiali (autentici “signori” delle gravine) e falchi grillai ai rarissimi capovaccai, dal gufo reale fino ai più comuni cuculi, usignoli e passeri. Il tratto più meridionale è anche il più affascinante: qui la gravina si restringe e si abbassa, regalando paesaggi rupestri di grande fascino, prima di digradare definitivamente verso il mar Ionio.
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