Isola di San Giulio
CONSORZIO NAVIGAZIONE SERVIZIO PUBBLICO
Piazza Motta 1, Orta San Giulio
www.navigazioneorta.it
Partenze ogni 15 minuti circa
NAVIGAZIONE LAGO D’ORTA
Via Curotti 36, Omegna
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Metafisica e silenziosa, incastonato in mezzo al lago d’Orta, dalle cui rive dista appena 400 metri, San Giulio è un luogo da cartolina, sospeso tra storia e leggenda. Denominata anche “isola del silenzio”, un luogo di pace e profondo misticismo, da cui si è avvolti percorrendo l’unica via pedonale che l’attraversa, scandita da targhe che invitano al raccoglimento e alla meditazione. Il palazzo dei Vescovi è sede dal 1973 del monastero di clausura delle monache benedettine che, in osservanza alla regola, offrono accoglienza e ospitalità ai pellegrini. L’isola lega il suo nome a un diacono greco che nell’anno 390, per sfuggire alle persecuzioni, lasciò la patria e approdò su questa roccia nuda dopo aver placato la ferocia del serpente che dominava le acque. Prossimo alla morte, Giulio eresse sul luogo di preghiera la sua centesima e ultima chiesa, la basilica che oggi ne custodisce le spoglie in un’urna d’argento. Il primo tempio risale ai secoli IV-VI, ma l’attuale chiesa fu edificata nella prima metà dell’XI ed è considerata un gioiello del Romanico piemontese. L’elemento più vicino alle linee originarie è la facciata a spioventi, tripartita da due contrafforti, serrata tra due torri con bifore e orlata da una cornice di archetti pensili. Dietro l’abside maggiore spunta il possente e isolato campanile a pianta quadrata. L’interno a tre navate, con matronei dell’XI secolo e absidi semicircolari, è stato quasi interamente decorato fra il Trecento e il Seicento: alcuni affreschi sono della scuola di Gaudenzio Ferrari. Il più antico, sul secondo pilastro di sinistra, raffigura il Martirio di San Lorenzo. Sotto l’organo, addossato al quarto pilastro a sinistra, l’ambone romanico del primo quarto del XII secolo anima l’ambiente con le sue straordinarie sculture simboliche che sembrano vive nel marmo nero di Oira. Guardando le figure in senso antiorario si nota un centauro che scocca una freccia contro un cervo aggredito da due fiere, poi le raffigurazioni simboliche dei quattro Evangelisti (il bue di Luca, l’angelo di Matteo, il leone alato di Marco, l’aquila di Giovanni), e infine la scena di un grifone che aggredisce un drago, rappresentazione della lotta tra bene e male. Dietro il personaggio con mantello e bastone si cela con molta probabilità l’abate Guglielmo da Volpiano, nato sull’isola nel 962 e venerato come santo.
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