Tappa 3

Chiesa e Museo di San Francesco (Mercatello sul Metauro)

Piazza San Francesco 6
comune.mercatellosulmetauro.pu.it/luoghi/2460695/musei-monumenti#contacts
Condizioni di visita: ingresso gratuito

Adagiato in un’ansa del fiume, Mercatello sul Metauro ha mantenuto intatte notevoli testimonianze del suo passato medievale; nel centro storico, splendidamente conservato, si possono ancora ammirare lunghi tratti delle mura duecentesche. La chiesa di San Francesco, con l’omonimo museo, custodisce preziosissime testimonianze pittoriche e scultoree dal Medioevo al Seicento. Di stile gotico primitivo (il complesso fu edificato a partire dal 1235, mentre il campanile risale alla prima metà del Trecento), presenta un esterno molto regolare e nitido; l’interno a una navata con copertura a capriate mostra alle pareti tracce di affreschi, residui di quelli che alla fine del XIV secolo ornavano l’intero edificio (tra cui quello con Santa Chiara lungo la parete sinistra), poi cancellati dagli altari o da affreschi successivi; di rilievo anche il mausoleo di Bartolomeo Brancaleoni (1425), signore di Mercatello. Nell’abside, introdotta da uno spettacolare arco di trionfo e decorata da affreschi cinquecenteschi attribuiti a Girolamo Genga, si ammira il Crocifisso su tavola di Giovanni da Rimini, firmato e datato 1309, importantissimo per lo sviluppo della corrente giottesca nelle Marche attraverso la scuola pittorica riminese. Sull’altare, il polittico a nove scomparti, databile al 1345 circa, è attribuito al giottesco Giovanni Baronzio, uno dei più notevoli esponenti di quella scuola. Nel Museo di San Francesco, ricavato in alcune sale del convento adiacente alla chiesa, si ammirano affreschi staccati, sculture, reliquiari e interessanti tele cinquecentesche e seicentesche di artisti marchigiani e non, tra cui Claudio Ridolfi e Giorgio Picchi. Spiccano una preziosa tavola duecentesca di Bonaventura di Michele (Madonna col Bambino), due tavole trecentesche del senese Luca di Tommè e due tondi marmorei raffiguranti Federico da Montefeltro e Ottaviano Ubaldini della Carda, conte di Mercatello, segretario e amico del duca, forse di mano di Francesco di Giorgio Martini.

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