Itinerario nei luoghi pellizziani (Volpedo)
ASSOCIAZIONE PELLIZZA DA VOLPEDO
Via Sovera 2
www.pellizza.it
Condizioni di visita: ingresso gratuito nei musei
A trasformare Volpedo in un grande museo all’aperto concorrono le riproduzioni in grande formato delle opere di Giuseppe Pellizza collocate nelle vie e nelle piazze, in un gioco di rimandi con gli scorci paesaggistici che le ispirarono. Dalla casa del pittore, accanto alla quale si trova la prima tela divisionista intitolata Sul fienile, a piazza Quarto Stato, dove Pellizza dipinse tra il 1892 e il 1901 le sue “opere sociali” più famose, fino a piazza Libertà, la principale del paese, ancora quasi identica a quella ritratta nel dipinto Piazza di Volpedo, specialmente la domenica mattina quando è rallegrata dalle bancarelle degli ambulanti, com’è descritto nel disegno in bianco e nero Volpedo la domenica mattina. Il percorso urbano sulle tracce di Pellizza parte dalla pieve di San Pietro, semplice struttura romanica dell’XI secolo rielaborata nel Quattrocento, come attestano i preziosi affreschi all’interno. Alcuni di questi, raffiguranti San Silvestro papa, i Santi Cosma e Damiano e i Santi Giacomo e Pietro martire sono stati attribuiti a un certo Magister Antonius, mentre altri portano la firma di Quirico da Tortona. L’affresco più caro a Pellizza, al quale s’ispirò per il dipinto Pilastro della pieve di Volpedo, ricopre la prima colonna a destra dell’ingresso, e raffigura una tenera Madonna col Bambino di gusto tardogotico. Dalla chiesa bastano pochi passi per raggiungere lo studio del pittore, in via Rosano 1/A, dotato di un grande lucernario zenitale che convoglia all’interno la luce naturale. Alle pareti sono appesi i ritratti dei famigliari di Pellizza, mentre i libri, i gessi e un cavalletto ancora segnato dai colori aiutano a entrare in contatto con l’universo affettivo e culturale dell’artista. Importante per comprendere il percorso pittorico del maestro nel passaggio tra Realismo e Simbolismo, con una predilezione per i temi dell’amore e della natura, è il Museo didattico, in piazza Quarto Stato, corredato di immagini, pannelli esplicativi e di un filmato multimediale dedicato al suo dipinto più celebre in cui a parlare agli spettatori sono gli stessi contadini e lavoratori ritratti nel quadro, che il pittore utilizzò come modelli dal vero dando voce alle loro speranze di giustizia e solidarietà.
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