Tappa 2

Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo (Bosio)

www.areeprotetteappenninopiemontese.it
Condizioni di visita: accesso gratuito

Istituito nel 1979, il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo si estende sull’ampio altopiano incastonato tra le alture dell’Appennino Ligure-Piemontese. A dominare la successione dei rilievi di modesta altitudine è la piramide del monte Tobbio (1092 metri) che si staglia al centro del territorio, anche se la vetta più alta è quella del gruppo montuoso delle Figne (1172 metri) nella parte orientale del parco. L’ambiente protetto gode di un clima particolare per la confluenza di correnti marine e montane che ha favorito il radicamento di una flora molto ricca e varia, con specie rare come la Drosera rotundifolia, una pianta carnivora presente nelle zone umide, diverse orchidee selvatiche, la Rosa gallica, il tulipano selvatico, il Cerastium utriense e l’astro alpino. Camminando per i sentieri non è raro udire l’“abbaiare” dei caprioli che difendono ostinatamente il loro territorio o veder volteggiare nell’aria rapaci più o meno comuni, tra cui due meravigliosi migratori, il falco pecchiaiolo e il biancone, divenuto simbolo del parco. La principale ricchezza dell’area protetta è però l’acqua che scorre copiosa nei laghi artificiali del Gorzente e della Lavagnina e nei principali torrenti – Gorzente, Piota, Ponzema, Stura, Lemme – con i loro affluenti. Per far conoscere la cultura contadina di questi luoghi è stato allestito, nella frazione Capanne di Marcarolo, l’Ecomuseo di cascina Moglioni con i diversi ambienti adibiti ad abitazione, a stalla per gli animali e a ricovero per gli attrezzi e per il fieno, che un tempo veniva riposto nelle tipiche “barche” di legno con il tetto in paglia. In prossimità dell’ecomuseo, sempre nel territorio comunale di Bosio, si trova la zona monumentale della Benedicta, sorta per ricordare il tragico eccidio di 75 partigiani avvenuto in quei luoghi nella primavera del 1944.

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