Rocca di Gradara
Piazza Alberta Porta Natale 1
www.roccadigradara.org
Condizioni di visita: ingresso a pagamento; gratuito la prima domenica del mese
Furono i De Grifo, nel 1150, a erigere sul colle una torre. Torre poi potenziata dai Malatesta, signori di Gradara fino al 1463, che realizzarono anche le due alte cinte murarie. Seguirono gli Sforza, che donarono alla rocca un aspetto rinascimentale, e nel 1513 i Della Rovere. Passata allo Stato Pontificio, Gradara ha subito saccheggi e terremoti, per essere poi restaurata nel primo Novecento. La straordinaria cerchia muraria, intervallata da torrioni e torricini quadrati e merlati, cinge per intero il nucleo storico, cui si accede attraverso la porta dell’Orologio. Una cinta intermedia separa il borgo dalla Rocca vera e propria, formidabile struttura a pianta quadrata, dotata di un possente torrione poligonale alto 30 metri. La corte interna con portico e loggia introduce alle sale, arredate con mobili del Quattrocento e del Cinquecento, alla cappella (in cui spicca una maiolica invetriata di Andrea Della Robbia), alla sala della Passione, con affreschi quattrocenteschi attribuiti ad Amico Aspertini, al camerino di Lucrezia Borgia (qui giunta nel 1494 come seconda moglie di Giovanni Sforza), alla sala dei Putti, a quella del Consiglio e a quella di Giustizia (con la notevole tavola Madonna col Bambino e santi del 1484 di Giovanni Santi, padre di Raffaello). Fulcro della visita è la cosiddetta camera di Francesca, costruita peraltro molto tempo dopo gli eventi narrati da Dante, dove una botola evoca il vano tentativo di fuga dei due amanti. La visita si completa passeggiando sui camminamenti di ronda, da cui si godono straordinarie viste panoramiche, e lungo il sentiero degli Innamorati, un bel percorso nel verde che cinge per intero la rocca.
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