Il Polittico di San Martino (Treviglio)
Piazza Manara, presso la basilica di San Martino
www.laportadelcielo.it
www.comunitapastoraletreviglio.it/arte
Condizioni di visita: visite guidate nel fine settimana, ingresso libero il mercoledì pomeriggio
Originariamente collocato sopra l’altare, poi a lungo su una parete della basilica di Treviglio, il polittico di San Martino è oggi ospitato all’interno di uno spazio espositivo appositamente concepito, La Porta del Cielo, ricavato nell’ex chiesa di San Giuseppe ai Pellegrini, che ne valorizza ogni dettaglio con un allestimento suggestivo e l’uso di strumenti multimediali. Ritenuto una delle più importanti opere d’arte del Quattrocento lombardo, venne realizzato negli anni 1485-91 dai pittori trevigliesi Bernardino Butinone e Bernardo Zenale. Dipinto con colori a tempera, presenta sei tavole principali: nelle due centrali la Vergine col Bambino incoronata dagli angeli, con contorno di angeli musicanti e adoranti, e San Martino divide il mantello con il povero. Le quattro tavole esterne racchiudono ciascuna tre santi. In quella di sinistra in alto si riconoscono, nell’ordine, Lucia, Caterina e la Maddalena; in quella destra il Battista, Stefano e Giovanni Evangelista. I santi raffigurati nelle due tavole inferiori sono: a sinistra Zeno, Maurizio e Pietro; a destra Sebastiano, Antonio di Padova e Paolo. Nella predella, la fascia più bassa del polittico, si riconoscono la Natività, la Crocifissione e la Resurrezione, alternate ai santi Gerolamo, Gregorio Magno, Ambrogio e Agostino, associati ai simboli dei quattro Evangelisti. La raffinata cornice in legno è opera della bottega della famiglia De Donati, che eseguì i preziosi intagli in tavole di pioppo. Il percorso di visita prosegue nell’adiacente basilica dedicata a San Martino e all’Assunta. Sebbene la facciata sia del 1740, la chiesa sembra risalire al V secolo, venne poi ampliata in età romanica (XI secolo) e nuovamente trasformata nel corso del XIV e del XV secolo, con l’apertura delle navate laterali e l’introduzione di un sistema ad archi acuti. I secoli successivi hanno lasciato numerose testimonianze: risalgono alla fine del XV secolo e agli inizi del XVI gli affreschi nella cosiddetta Cappella gotica; al XVI secolo numerosi affreschi lungo le navate laterali e alcune tele di Camillo Procaccini; alla fine del XVII le tele della navata centrale dedicate a San Martino; al XVIII i dipinti prospettici della volta centrale.
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