Museo Casa di Arlecchino (San Giovanni Bianco)
Via Oneta 1
www.facebook.com/MuseoCasaDiArlecchino
Condizioni di visita: ingresso a pagamento.
La frazione rurale di Oneta conserva una chiesa quattrocentesca e antiche case in pietra, tra cui palazzo Grataroli, del XV secolo, sede del Museo Casa di Arlecchino, con finestre ogivali, un ballatoio in legno intagliato e, nell’ampio salone detto Camera Picta, affreschi del XV secolo che celebrano l’ascesa della famiglia dei Grataroli con l’intercessione dei santi taumaturghi. Particolarmente efficaci per l’immediatezza e il realismo della rappresentazione sono i due Armigeri e il Torneo equestre, con la “gratarola” (grattugia), lo stemma araldico del nobile casato, impressa sulla bardatura del cavallo. Alle pareti le maschere della Commedia dell’Arte ricordano che quest’abitazione è per tradizione ritenuta la casa di Arlecchino. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che nel Cinquecento, tra gli umili servitori della famiglia Grataroli, figurasse anche Alberto Naselli, detto il Ganassa, che recitò presso le corti di Francia e di Spagna le sue commedie vestendo appunto i panni di Arlecchino, il bislacco servo fannullone che, dietro la sua maschera ironica e opportunista, nasconde la caparbia e operosa indole bergamasca. Il museo è anche sede di laboratori didattici e del teatro stabile di burattini della Compagnia del Riccio.
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