Tappa 5

Brisighella

PRO LOCO
Via Naldi 2
www.brisighella.org

TORRE DELL’OROLOGIO
www.brisighella.org
Condizioni di visita: ingresso gratuito
I colori pastello delle case, lo scenario collinare immerso tra il verde di uliveti e vigneti, il profilo aguzzo dei tre spuntoni rocciosi che sostengono rispettivamente la Rocca, la merlata torre dell’Orologio e il santuario di Monticino fanno di Brisighella uno dei borghi più affascinanti d’Italia. Dalla Rocca, una piacevole strada sterrata disegnata dal profilo dei cipressi conduce all’antistante sperone aguzzo, dove svetta la Torre dell’Orologio. Straordinario punto di osservazione sulla valle, fu eretta come fortilizio nel 1290 da Maghinardo Pagani, il più grande condottiero della Romagna, e fino al 1500 costituì il sistema difensivo dell’abitato. Più volte danneggiata e più volte ricostruita, fu rifatta completamente nel 1850, anno in cui fu dotata dell’orologio. Baluardo difensivo a protezione del borgo anche la trecentesca Via degli Asini, un gioiello architettonico conosciuto come la prima “sopraelevata” coperta e porticata della storia, con caratteristiche finestre ad arco da cui riceve la luce. Venuta meno la sua funzione di difesa, nel Medioevo divenne luogo strategico dello sviluppo dei commerci di Brisighella, che oltre alla produzione di vino e olio finissimi basava la sua economia sullo sfruttamento delle cave di gesso della valle del Lemone. Da qui ci si può immettere nelle via degli Asini. Lungo il suo percorso selciato transitavano infatti le carovane degli asini e dei muli che andavano alle cave di gesso e alle fornaci, per poi mettersi in viaggio verso i mercati di Faenza e Firenze. Oggi è il simbolo di Brisighella e una delle passeggiate più caratteristiche del borgo, animata da caffè, osterie, negozi, locali. Nella parte bassa di Brisighella sorge la Collegiata dei Santi Michele e Giovanni Battista, che accoglie all’interno una Madonna del Quattrocento e nel Battistero un coevo gruppo in terracotta della Pietà. Appena fuori dell’abitato si trova, infine, la Pieve di San Giovanni in Octavo o del Thò, del X secolo, la più antica della vallata, preziosa per i suoi affreschi e la bellissima cripta ricca di reperti romani e medievali.

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