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Marche

Cupra Marittima. Universo di conchiglie

Itinerario

Cupra Marittima. Universo di conchiglie

in collaborazione con Touring Club Italiano

Un viaggio nel “Louvre delle conchiglie”, ovvero il Museo malacologico piceno di Cupra Marittima, porta alla scoperta dell’affascinante e multiforme universo delle conchiglie che da sempre popolano le profondità marine. Aggirandosi tra moltissimi esemplari, si resta a bocca aperta di fronte alla sofisticata architettura delle forme marine e dei loro colori stravaganti, tra cui la tridacna gigante di quasi due quintali, le lumache marine che erano capaci di lanciare frecce letali e il delicato Epitonium scalare, dal fragile guscio. Si prosegue ammirando anche i cimeli che l’uomo ha saputo creare sfruttando bellezza e rarità di questi gioielli naturali, come cammei pazientemente intagliati nei gusci e delicati ventagli di madreperla che risalgono anche al Settecento. Infine si rimane affascinati dinanzi alla sezione dedicata all’arte primitiva extraeuropea, dove si scopre un uso insolito delle conchiglie, destinate a decorare maschere dal sapore magico, indossate per allontanare gli spiriti maligni.

Una visita a uno dei più grandi musei al mondo dedicati alle conchiglie permette di immergersi virtualmente negli abissi oceanici alla scoperta di un universo variegato di forme, colori e suggestioni dal fascino ineffabile. Aggirarsi tra vetrine e bacheche ricolme di conchiglie, fossili, spugne, coralli, cammei e oggetti di madreperla equivale infatti a compiere un’autentica immersione nelle profondità marine. Si resta impressionati davanti alla Tridacna gigas, non a caso conosciuta come “assassina” per i suoi 200 chilogrammi di peso, e ai temibili “coni”, in grado di scagliare dardi velenosi. Affascinano poi le delicate cipree, le conchiglie più amate dai collezionisti, così come le leggiadre ooteche degli Argonauti, la Thatcheria mirabilis, fonte d’ispirazione per numerosi architetti grazie alla sua forma a spirale perfetta, e l’Epitonium scalare, talmente raro che la zarina Caterina di Russia pagò una fortuna per averlo nella sua collezione. Si scoprono conchiglie vecchie di oltre cinquecento milioni di anni, poste accanto ad animali preistorici della stessa epoca, e una collezione dedicata agli squali, un centinaio di esemplari imbalsamati provenienti da ogni mare. Si resta poi ammirati di fronte a delicati coralli, spugne e madrepore, oltre che dinanzi ai cammei e ai circa novecento oggetti in madreperla realizzati a partire dal Settecento, che uniscono il fascino di una materia preziosa alla maestria dell’artista che ha saputo pazientemente intagliarla. Una sezione importante del museo è dedicata alle collezioni etnografiche: oggetti rituali che evidenziano il ruolo magico e misterioso delle conchiglie, come le maschere indigene del bacino del Sepik (Papua Nuova Guinea) e i manufatti delle etnie Kuba e Naga.

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