Tappa 1

Sacro Monte di San Vivaldo (Montaione)

Via San Vivaldo 1
www.visitmontaione.com
Condizioni di visita: accesso a pagamento e su prenotazione

Nella selva di Camporena i francescani eressero una cappella, poi un romitorio, infine l’attuale chiesa di San Vivaldo nel 1355. Il luogo era già caro alla devozione: nel 1320 vi era morto il santo eremita Vivaldo Stricchi da San Gimignano, miracolosamente ritrovato nel cavo del castagno che aveva usato come dimora. La nascita del convento e del Sacro Monte, ovvero di una serie di cappelle riproducenti i luoghi di Gerusalemme legati alle vicende di Cristo a opera del francescano minore Tommaso da Firenze, data ai primissimi anni del XVI secolo. Scopo del progetto era assicurare agli abitanti del luogo un loro personale pellegrinaggio, senza la necessità di recarsi fino a Gerusalemme, con dispendio di mezzi e gravi pericoli: una bolla di papa Leone X assicurava l’indulgenza a tutti i pellegrini del Sacro Monte di San Vivaldo, da allora ritenuto una sorta di “Gerusalemme toscana” (anche la topografia ricalca i luoghi sacri). Preceduta da un loggiato, la chiesa di San Vivaldo custodisce nella prima cappella le reliquie del santo, accompagnate da una bella ceramica invetriata con una Natività attribuita a Benedetto Buglioni e una tavola raffigurante la Vergine e santi attribuita a Raffaellino del Garbo. Gruppi di terracotta di scuola robbiana, a volte corredati da affreschi, raffigurano Episodi della vita e della Passione di Cristo all’interno delle diciannove cappelle superstiti (alcune sono andate perdute rispetto alle venticinque originarie). Particolarmente interessanti la cappella del Monte Sion, articolata su due piani sovrapposti, la Casa di Pilato con edicola esterna con l’Ecce Homo, quella dedicata al Santo Sepolcro che riprende alcune caratteristiche costruttive dell’originale e gli splendidi gruppi scolpiti nella Casa di Simone il fariseo e nella cappella della Madonna dello Spasimo.

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