
Gallarate. L’arte del Maga
Itinerario
Gallarate. L’arte del Maga
Si percepisce tutta la ricchezza dell’arte italiana del Novecento aggirandosi per il MAGA, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate. L’occhio è subito catturato dall’architettura dell’edificio, un armonico equilibrio di linee dinamiche e ampie vetrate, con una trionfale parete di accesso a forma di vela e luminosissimi interni. Una volta dentro, stupiscono la ricchezza dei pezzi in mostra e l’originalità delle esposizioni temporanee, sempre pronte a sorprendere. Carrà e Fontana, Guttuso e Sironi, nomi che hanno reso grande l’arte italiana del XX secolo, convivono felicemente con i linguaggi espressivi più vicini nel tempo.
Inaugurato nel 2010, il MAGA di Gallarate è una splendida struttura museale contemporanea, articolata intorno a una grande “vela” in mattoni che accoglie il visitatore nello spiazzo principale. Con le sue oltre seimila opere declinate in tutte le tecniche artistiche, è un autentico scrigno dell’arte italiana. È possibile ripercorrere tutti gli orientamenti stilistici dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, con aperture sulle ricerche contemporanee internazionali. La collezione cambia costantemente, incrociandosi con le esposizioni temporanee. Sono presenti opere di Carlo Carrà (Firenze, 1953) e Mario Sironi (Alpino e nave, 1939), di Renato Guttuso (Paesaggio, 1958) e Lucio Fontana (Concetto spaziale, 1960), solo per citare gli artisti forse più rinomati, ma anche di Ernesto Treccani, Ennio Morlotti, Afro, Enrico Prampolini, Bruno Munari, Arnaldo e Giò Pomodoro, Fausto Melotti, Emilio Vedova, Gianni Colombo, Studio Azzurro e Giuliano Mauri. Il museo documenta anche le tendenze più recenti dell’arte contemporanea con nuove acquisizioni, tra cui Armin Linke (Moltiplicazioni, 2018), Chiara Dynys (Enlightening Books, 2019) e Marzia Migliora (La gabbia, 2019).