Sentiero morandiano (Grizzana Morandi)
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E CASA-MUSEO GIORGIO MORANDI
Località Campiaro
casamuseomorandi.it
Condizioni di visita: ingresso a pagamento
Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964) è considerato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento internazionale. Nature morte e paesaggi, eseguiti con meticoloso e instancabile senso della serialità, costituiscono il lascito eccezionale di un uomo e di un artista del XX secolo. Oggetti semplici e d’uso quotidiano come bottiglie, vasi, brocche diventano con lui icone supreme di disarmante profondità. Morandi giunse a Grizzana nel 1913, spinto dalla necessità di una delle sorelle di soggiornare in un posto dall’“aria buona”. Ospiti dei Veggetti, vicini di casa a Bologna, i Morandi soggiornarono nella loro casa (definita «la villa dei pioppi magri») per quindici stagioni estive fino al 1944. Giorgio s’innamorò ben presto dei luoghi e prese a dipingerli con passione. Verso la fine degli anni Cinquanta la famiglia Morandi decise di costruire la propria casa proprio di fronte alla dimora dei Veggetti: oggi è una Casa-museo intrisa dei ricordi del pittore e delle sue sorelle, con la biblioteca e l’affascinante studio-atelier con ancora tutti gli strumenti di lavoro: tele, pennelli, vasi, barattoli, brocche, che furono fonti di ispirazione e di realizzazione delle celebri nature morte dai colori tenui, illuminati da una luce rarefatta. Successivamente l’edificio è entrato a far parte del Centro di Documentazione sull’opera dell’artista, fondato nel 1984 e dal 2000 ospitato nei vicini fienili del Campiaro, riconvertiti per l’occasione e a circa un chilometro dal centro di Grizzana. Superati la casa e i fienili, lo sguardo si apre sul paesaggio che Morandi definiva il «più bello del mondo» e sui luoghi che ispirarono le sue nature morte, come Le Lame, Campoluzzo, Mulinelli, Ca’ La Fame, Ca’ La Sete, il bosco dei Faieti: poggi con case isolate e verdi dintorni, boschi e bianche strade di campagna che si snodano lungo un percorso oggi noto come “sentiero morandiano”.
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