
Adda. Sulle tracce di Leonardo
Itinerario
Adda. Sulle tracce di Leonardo
Lungo gli argini dell’Adda, a piedi o in bicicletta, si affrontano con entusiasmo le tappe dell’Ecomuseo dedicato a Leonardo da Vinci, che soggiornò più volte in queste terre. Si parte da Groppello d’Adda, dove sulla sponda del fiume s’incontra l’imponente ruota idraulica progettata, pare, dal genio vinciano, e si prosegue, accompagnati da scorci fluviali che il maestro ritrasse in alcuni schizzi, verso Trezzo sull’Adda, dove si ammirano i ruderi del Castello visconteo. Sbarramenti e chiuse leonardesche manovrate da giganteschi ingranaggi si susseguono, poi, a Porto d’Adda e a Paderno d’Adda, i cui paesaggi ispirarono gli sfondi selvaggi della Vergine delle Rocce. Infine ecco Imbersago, punto di partenza del “Traghetto di Leonardo”, unico esempio oggi funzionante realizzato su suo progetto.
Fu un legame lungo e fruttuoso quello che s’instaurò fra l’Adda e Leonardo da Vinci, che soggiornò per diverse volte dal suo allievo prediletto, Francesco Melzi, nella villa di Vaprio d’Adda. Qui approfondì gli studi sui moti delle acque tracciando splendidi disegni di dispositivi idraulici, chiuse e conche con porte a battenti che permettevano di controllare il livello dell’acqua, consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali. All’autore della Gioconda il Parco Adda Nord ha dedicato un percorso naturalistico-culturale, l’Ecomuseo di Leonardo, che valorizza e tutela le tracce da lui lasciate in un tratto fluviale di avvincente bellezza, per secoli confine naturale tra la Repubblica di Venezia e il Milanese. Lungo il sentiero ciclopedonale che da Groppello in 26 km raggiunge Imbersago aleggia ancora il genio di Leonardo, che per primo progettò il tratto di Naviglio di Paderno al fine di permettere il superamento delle rapide dell’Adda, con l’obiettivo di rendere possibili i trasporti via acqua dalla Valtellina a Milano: opere di ingegneria idraulica realizzate solo nel XVIII secolo e oggi ormai in disuso, ma ancora ben visibili a lato della ciclabile. Oltre ai lasciti di Leonardo, a rendere emozionante l’ecomuseo sono le testimonianze architettoniche, culturali e ambientali: castelli medievali e rinascimentali, santuari, centrali idroelettriche, filatoi e opifici, ma anche lo scorrere impetuoso dell’acqua, il soffio lieve del vento, le voci del silenzio, sensazioni rare, ormai quasi dimenticate. Si parte idealmente dal “rudùn” di Groppello d’Adda, grande ruota idraulica impiegata un tempo per alzare l’acqua al livello stradale e utilizzarla per l’irrigazione. Si prosegue poi verso Trezzo sull’Adda, sede di un castello strategico per le difese dei Visconti e degli Sforza. Sbarramenti, antiche porte in legno, chiuse d’ispirazione leonardesca si possono ammirare tra Porto e Paderno d’Adda, là dove il corso d’acqua scorre impetuoso fra turbinose rapide e speroni rocciosi coperti da una vegetazione selvaggia: scenari presenti, secondo molti studiosi, nel cupo fondale della Vergine delle Rocce. Meta finale è Imbersago, dove ci si può imbarcare sull’unico traghetto ancora esistente realizzato su disegno di Leonardo, che sfrutta l’impeto e la direzione della corrente per collegare le sponde lecchese e quella bergamasca.